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Guida Pratica alla Scelta della Tua CUCINA

1G

Oggi l’ambiente cucina è diventato il cuore della casa. Un luogo
molto più vissuto dall’intera famiglia e dai suoi ospiti rispetto al passato.
La cucina non è più un’arida stanza in cui la padrona di casa si arrangia per preparare qualcosa per il pranzo o per la cena, ma un ambiente di conversazione, di svago in certi casi.
La cucina non è più un oggetto da nascondere alla vista degli
ospiti, ma sempre più qualcosa da mostrare, qualcosa di bello,
qualcosa di cui vantarsi.
Chiunque avrà certamente fatto un paragone fra i vecchi modelli e
le relative tecnologie e le nuove proposte, sempre più d’effetto.
La cucina è divenuta qualcosa su cui investire, da contemplare in
casa e di cui godere con amici, parenti e conoscenti.
Ma il dilemma, quando si decide di fare il grande passo, è reale.
Non sappiamo bene su cosa orientarci, quale sia il marchio
migliore, quale sia il modello a noi più congeniale e il materiale più
indicato. Ovviamente non è questa la sede per parlare di marchi,
ma passo passo vi guiderò verso la scelta della vostra nuova
cucina, con le idee chiare.
Ma procediamo con ordine.
Per prima cosa è necessario comprendere che la cucina è
composta da una serie di elementi (basi, pensili, colonne, top,
zoccolo, alzatina, elettrodomestici e accessori), detti nell’insieme
composizione.
Si tratta certamente di una delle prime considerazioni da tener
presente. Non è mia intenzione, nella stesura di queste pagine,
insegnare a comporre al meglio una cucina: per quello troverete
professionisti pronti a seguirvi al momento dell’acquisto.
Composizione a “C” con
penisola e bancone snack
1 020
Vorrei tuttavia illustrarvi, a grandi linee, quali sono i criteri per
determinare se la vostra cucina sarà lineare, angolare, o a isola.
Innanzi tutto, vorrei dare alcune definizioni, banali forze, ma che,
spero, chiariscano il concetto:
Una cucina lineare è sviluppata lungo una parete, senza elementi
angolari e senza elementi a centro stanza.
Una cucina angolare si sviluppa su due o più pareti, in modo
continuo grazie all’uso di elementi angolari. Due composizioni
lineari su due pareti distinte non possono essere considerate una
cucina angolare.
Una cucina con isola o penisola contiene elementi che si discostano
dalla parete. Si dice penisola un tratto di una cucina i cui elementi,
solitamente perpendicolari alla parete, si discostano da questa
dando vita ad un tratto a centro stanza. Si dice isola un tratto della
composizione, isolato da altri elementi a parete, totalmente a centro
stanza senza alcun contatto con le pareti stesse.
Cucina a doppia isola

13)
Potrei proseguire a lungo, ma le combinazioni derivanti dalle
problematiche e dalle scelte forzate sono infinite. Affidatevi quindi
al vostro arredatore di fiducia che, certamente, avrà ben radicate
le poche regole precedentemente descritte.
In questa breve guida, cercherò invece di instradarvi su diversi
argomenti che vi torneranno sicuramente utili.
Vi parlerò di materiali, sfatando alcuni cliché e vi consiglierò
alcuni accorgimenti per ottenere il meglio.
Dettaglio di una cucina a
isola con bancone
2 (1)
L’estetica e la tecnologia vanno a braccetto.
Sono proprio il colore, il materiale e il modello dei frontali (ante e
cassetti), oltre alla composizione, a rendere la vostra cucina unica.
Il materiale è importante non sono dal punto di vista estetico, ma
anche pratico. La durevolezza nel tempo e la resistenza sono tra le
principali questioni che vanno affrontati in sede di progetto.
Ma prima di scegliere il materiale e la finitura, è necessario sapere
di che cosa è composta la nostra cucina.
M A T E R I A L I
Composizione a materiali
alternati (impiallacciato
legno e laccato lucido) Innanzi tutto, come molti di voi sapranno, ogni cucina è modulare.
Ciò significa che è realizzata da elementi a terra (basi e colonne)
ed elementi a parete (pensili). Ogni elemento è, a sua volta,
composto da parti separate: la scocca (o fusto, o cassa), il frontale
(anta, cassetto o cestone), le meccaniche (cerniere, guide ed
estraibili) e, per gli elementi a terra, piedini regolatori sui quali si
aggancia lo zoccolo.
Al di sopra delle basi viene posizionato un top, o piano di lavoro.
Quando si scegli il materiale, si vanno a definire i materiali di tutti
gli elementi a vista, come i frontali, il top e, solitamente, i fianchi a
vista che vengono personalizzati dello stesso colore del frontale.
La struttura della scocca è in particelle di legno, tenute insieme da
una colla fenolica. Questo materiale è meglio noto come
truciolare, o truciolato. È un materiale molto comune nei mobili
moderni, spesso declassato nella mente delle persone, ma non per
questo non valido. Si consideri che il truciolare è un materiale
ormai inerte che, se di buona qualità, non è soggetto a
deformazioni dovute a variazioni di temperatura, benché soffra
l’umidità eccessiva. La nuova normativa impone l’uso di collanti in
cui la presenza della formaldeide, nociva e cancerogena, sia
ridotta ben al di sotto la soglia di sicurezza. Nella scelta della
cucina, assicuratevi quindi che il produttore sia in linea con la
normativa e offra prodotti a bassa emissione di formaldeide,
marchiati con la dicitura E0 o E1.
A rivestimento del truciolare, i pannelli che compongono la scocca
(fianchi e ripiani), viene applicato un foglio di laminato bianco o
colorato a seconda dei modelli e delle aziende. Vi spiegherò a
breve cos’è il laminato.
Alcune aziende offrono una variante strutturale della scocca (di
solito con una maggiorazione sul prezzo): il multistrato, composto
da fogli di legno incollati tra loro a venatura incrociata. La
soluzione è gradevole alla vista del bordo e molto resistente.
All’interno della scocca si possono inserire ripiani o elementi
scorrevoli ed estraibili come cestelli.
Veniamo al frontale, elemento caratterizzante della cucina, quello
che ne determina il carattere, lo stile.
Esistono tantissimi modelli di cucina, anche se la tendenza attuale
è quella di proporre frontali semplici, lisci, a volte senza maniglia.
A parte le cucine classiche, tradizionali o quelle in stile country, la
cuci struttura è solitamente in legno massello, le cucine moderne
si presentano con frontali poco elaborati, senza telai e bugnature.
A volte sono presenti inserti metalli o decorazioni, ma, il più delle
volte, il frontale è semplice, liscio.
IMG_3636
Le finiture sono davvero svariate. Si trovano modelli laccati,
laminati, in polimerico, il legno, ma anche in acciaio, in vetro o in
gres.
Cerchiamo di andare con ordine.
Le finiture più frequenti sono quattro: laccato (lucido o opaco),
laminato (lucido o opaco), impiallacciato e polimerico (o PVC).
Queste finiture o rivestimenti sono applicati su un pannello, di
spessori variabili a seconda del modello, che vanno da 16 a 24
millimetri.
Questo pannello è solitamente da un’anima centrale in truciolare e
le estremità in MDF, oppure completamente in MDF.
L’MDF, acronimo che sta per medium density fibreboard è un
conglomerato pressato di fibre di diversi tipi di legni, corteccia,
stracci, carta, cartone, che vengono macinati e sminuzzati e poi
riassemblati con l’ausilio dell’acqua o meno e col vapore. Il
risultato è un pannello molto facilmente lavorabile e dalla
superficie molto liscia, assai adatta alla laccatura e all’incollaggio
delle finiture.
Pannelli grezzi in MDF
IMG_4664
La laccatura è sinonimo di verniciatura a forno.
Si tratta di una delle finiture più nobili nel mondo degli arredi, in
quanto il risultato è qualitativamente e visivamente molto
gradevole. Il grande vantaggio di non vedere bordature è
controbilanciato dal costo più elevato e dalle tempistiche di
consegna maggiori rispetto ad altre finiture. In particolare, se si
considerano i due diversi tipi di laccatura, opaca e lucida, la
seconda è quella che risente di più del fattore tempo di
produzione e del costo. La spazzolatura a mano in più passaggi
che rende la superficie così liscia e specchiata è un processo
laborioso e preciso.
Quali sono i pregi e i difetti di questa finitura? Senza dubbio, dal
punto di vista dell’immagine, un frontale laccato appare più ricco,
elegante e rifinito, senza alcuna bordatura visibile. Per contro,
trattandosi di strati di vernice, è soggetto a graffi e ammaccature e
va trattato con una certa cura.
Essendo una verniciatura e non un foglio applicato, come vedremo
nel caso del laminato, la laccatura necessita di alcune attenzioni
particolari. Per effettuare la manutenzione e la pulizia, si consiglia
di utilizzare un panno morbido inumidito con acqua e poco
sapone neutro. Non utilizzare assolutamente spugnette abrasive,
sgrassatori aggressivi, acidi, alcool o prodotti non adatti alla
pulizia delle superfici laccate, che potrebbero alterarne il colore o
addirittura rigare la superficie.
Alternativa più economica al laccato è il rivestimento con lastra in
polimerico (o PVC). Questo foglio viene posato a caldo sul
pannello strutturale e si adatta sui quattro angoli.
Laccatura lucida
L’unica giuntura visibile si apprezza all’interno, del frontale, in cui
viene applicato un secondo foglio in PVC.
È decisamente malleabile e adattabile a qualsiasi tipo di modello,
classico, moderno, con incisioni, maniglie incassate o gole.
A mio avviso si tratta di una soluzione valida e intelligente, a costo
contenuto. Le aziende costruttrici offrono una vasta gamma di
colorazioni, opache lucide o che riproducono legni e altri
materiali.
Non necessita di particolare manutenzione. Per la pulizia è
sufficiente un panno morbido inumidito d’acqua. Evitate agenti
aggressivi.
Il laminato (utilizzato anche per il rivestimento delle scocche) è la
soluzione più economica.
Si tratta di un rivestimento rigido e resistente, composto da una
più o meno spessa stratificazione di materiale plastico o fogli di
carta, impregnati con resine melamminiche. Lo strato più
superficiale è quello che definisce la colorazione.
Essendo rigido, l’unico svantaggio è nei bordi dei pannelli che,
nelle soluzioni più economiche, vengono rivestiti in carta colorata
o laminati a basso spessore, mentre nelle soluzioni più rifinite,
vengono utilizzati specifiche strisce in ABS in tinta.
Il laminato è un materiale, tuttavia, che più si caratterizza per
praticità di utilizzo, varietà di finiture ed igiene. È molto utilizzato
Ante in polimerico
A1
nell’arredamento anche in zone sottoposte a forte usura e utilizzo.
Invariabile nel tempo, difficilmente subisce variazioni di colore
imputabili all’esposizione diretta del sole. Difficilmente assorbe
liquidi, garantendo un alto tasso di igiene soprattutto, come
vedremo più avanti, se utilizzato come piano di lavoro. Disponibile
in moltissimi colori, è particolarmente apprezzato per la
caratteristica capacità imitativa del legno, resa ad oggi ancor più
verosimile grazie alle nuovi superfici venate e incise.
Come per le superfici laccate, anche la manutenzione del mobile in
laminato necessita di alcuni accorgimenti: utilizzare un panno
morbido inumidito con sapone neutro per lo sporco di tutti i
giorni. Per lo sporco più ostinato è possibile utilizzare: detergenti
specifici, aceto per le macchie di calcare e delle spugnette
morbide.
Tra i materiali più pregiati, l’impiallacciatura è composta da un
foglio sottile di vero legno (generalmente dello spessore di uno o
due millimetri) applicato sul supporto. Conferisce al mobile
quell’aspetto di naturalezza che solo il vero legno può dare.
L’impiallacciatura è personalizzabile attraverso la verniciatura
diretta oppure la laccatura. Certamente non economico, il suo
costo è paragonabile a quello della laccatura opaca.
Ante in laminato inciso
con bordi in ABS
A2
Il vantaggio dell’impiallacciatura, rispetto al massello (usato
principalmente nelle cucine classiche o in arte povera, sta nel
garantire la stabilità strutturale del pannello che, rimane
comunque inerte e quindi non soggetto a imbarcature o
spaccature. È inoltre possibile trattare l’impiallacciatura con
verniciature, spazzolature che rendano le venature più profonde e
tattili (poro aperto) e lucidature. Il mobile impiallacciato ha le
stesse caratteristiche del legno come il calore al tatto e le venature
naturali. La manutenzione di un mobile realizzato con
l’impiallacciatura in legno deve essere effettuata con prodotti
specifici, ponendo particolare cura alle applicazioni di prodotti
per preservarne la brillantezza e proteggerlo nel tempo. La pulizia
andrebbe eseguita solamente con un panno morbido per la
rimozione della polvere. Con cadenza regolare si dovrebbe
utilizzare la cera protettiva, da stendere anch’essa con un panno
morbido seguendo sempre il senso della venatura del mobile.
Nonostante le vernici utilizzate conferiscano al legno un alto tasso
di impermeabilità, potrebbe comunque assorbire olii o sostanze
chimiche; consigliamo di rimuovere al più presto qualsiasi
sostanza entri in contatto con il legno dell’impiallacciatura. E’ un
materiale che subisce nel tempo una notevole variazione di colore
se esposto alla luce diretta del sole, specie nelle colorazioni più
chiare o nelle tinte naturali.
Composizione cucina con
frontali impiallacciati
C1
L’impiallacciatura, così come il laminato, segue le mode più di
qualsiasi altra finitura. I legni pregiati, e alcune speciali tecniche
mettono a disposizione sempre nuovi colori, anticature, e
trattamenti, come la finitura tranché, disponibile anche nel
laminato, in cui il pannello viene spazzolato in senso trasversale
rispetto al normale verso di venatura, rendendo al tatto la
superficie molto materica.
Esistono altre finiture, più o meno di tendenza, che consentono
una maggiore caratterizzazione della cucina.
Finitura tranché di un
bancone snack
C2
Per gli amanti dell’hi-tech, ad esempio, l’acciaio è una finitura
moderna, dal sapore industriale, benché assai delicata per via
della facilità a graffiarsi e ammaccarsi. Un po’ come per le altre
finiture applicate, un foglio di acciaio dello spessore di circa un
millimetro, viene incollato sul pannello strutturale.
Ma la continua ricerca tecnologica e di marketing nel settore ha
spinto le aziende a sbilanciarsi verso nuove tecniche. Sono state
proposte, con successi alternati, ante curve o bombate, ma
soprattutto spicca la deviazione dal normale pannello strutturale
verso un telaio in alluminio sul quale è possibile incollare pannelli
a ridotto spessore dei materiali più disparati: vetro, legno,
laminato a tutto spessore, MDF laccato, alluminio, acciaio, gres e
resine.
Il decadimento del brevetto della nota azienda ideatrice del
sistema (della quale in questa sede non farà il nome) ha permesso
a molte altre aziende di sposare questa interessante ed elegante
soluzioni.
Il sistema, con la specifica sagomatura del telaio metallico,
permette, volendo, l’eliminazione delle maniglie a favore della
gola. Ma questo argomento verrà trattato più avanti.
Cucina con frontali in
vetro applicati su telaio in
alluminio
KU Primopiano
Un aspetto da tenere in considerazione è quello della
personalizzazione dei fianchi a vista.
Nelle cucine di livello medio alto, è prevista la possibilità di
rifinire i fianchi strutturali della scocca a vista in modo
personalizzato. Di solito si opta per utilizzare la stessa finitura
delle ante, rivestendo o laccando il fianco strutturale.
Un’alternativa altrettanto valida, dal punto di vista estetico, è
quella di aggiungere un fianchetto in più, spesso fino a terra, di
solito a fine composizione. Una buona scelta ricade nell’utilizzare
la stessa finitura o lo stesso materiale del top.
Esistono almeno tre o quattro metodi per l’apertura dei frontali,
che, al pari della finitura, determinano il carattere e spesso il
modello della cucina.
Possiamo riassumere i metodi di apertura in tre grandi categorie:
Ø apertura con maniglia o pomolo;
Ø apertura con scanso e gola;
Ø apertura con metodo push ‘n’ pull.
Il primo metodo è quello tradizionale e storicamente il più
utilizzato. L’applicazione di una maniglia, di qualsiasi forma sul
frontale, consente all’utente di afferrarla e tirare a sé il frontale.
Esistono innumerevoli maniglie nel mercato, in metallo, in legno,
in plastica. È possibile applicare al frontale maniglie lunghe a
tondino, barrette, archetti, a profilo superiore o inferiore, pomoli,
ma anche maniglie incassate all’interno dell’anta.
A P E R T U R A
PRIMOPIANO_CUCINE_015
Alcuni modelli, sempre più in voga e di moda per l’eleganza e la
linearità dell’immagine della composizione, prevedono
un’apertura senza maniglia a vista. Il sistema è detto a gola.
Individuiamo tre tipi di gola:
 gola integrata sul profilo del frontale;
 gola piatta sovrapposta alla scocca;
 gola curva ricavata dalla sagomatura della scocca.
Tutti e tre i metodi sono altrettanto validi.
Maniglia profilo
superiore
Profilo gola integrato
nel frontale
PRIMOPIANO_CUCINE_008
Nel primo caso, è il frontale stesso che viene sagomata in modo da
ottenere un profilo gola per l’inserimento delle dita (superiore
nelle basi, inferiore nei pensili). Tale profilo può essere sagomato
nei frontali in MDF o applicando un profilo metallico, solitamente
in alluminio.
La gola piatta, molto usata, è invece un profilo metallico
dell’altezza di circa 3 centimetri, che sormonta la scocca e che
sostiene il top.
Necessita tuttavia di un accorgimento sul profilo superiore del
frontale per l’inserimento delle dita: una maniglia superiore
incassata oppure la sagomatura diagonale del bordo.
La gola centrale è posizionata invece fra due cassetti o due cestoni.
Per le colonne la gola viene invece posizionata in verticale e la
maniglia incassata per l’apertura (o eventuale sagomatura
diagonale) è posizionata lateralmente.
Per i pensili esiste invece un profilo metallico sagomato sul
ripiano inferiore della scocca che evita l’inserimento di qualsiasi
maniglia sul frontale.
L’effetto è molto pulito, elegante, moderno e assai lineare. Regala
profondità alla composizione, grazie a linee orizzontali marcate.
A tal fine si consiglia una certa cura nella composizione e nella
progettazione, con l’uso di cestoni.
Gola piatta e
maniglia incassata
nel frontale
20
La gola curva è tecnicamente differente dalla precedente. Si tratta
di un profilo in alluminio a forma di “J”, alta circa 5 centimetri, che
viene inserito in un apposito scanso sagomato direttamente sulla
scocca, in modo da formare un’asola che permetta al frontale,
lievemente più alto rispetto alla quota della curva della gola, di
essere facilmente afferrato per l’apertura, senza necessità di una
maniglia incassata.
Questo sistema contribuisce, così come il precedente, a dare una
grande linearità all’immagine della composizione.
Profilo ola nel pensile
Gola curva o a “J”
21
Il push‘n’ pull (in italiano cricchetto) è un sistema a pistoncino
idraulico e calamita che permette al frontale di essere aperto con
una semplice pressione. Questo sistema non è funzionante con gli
elettrodomestici da incasso quali lavastoviglie, lavatrice e
frigorifero.
I sistemi di apertura sopra descritti, sono validi per le aperture a
estrazione (cassetti, cestoni), a bandiera (anta battente), vasistas
(apertura dal basso verso l’alto, tipica dei pensili) e a ribalta
(apertura dall’alto verso il basso, utilizzata nelle basi ribassate e
nei mobili per soggiorno).
Sistema di apertura
Push ‘n’ pull

PRIMOPIANO_CUCINE_045
Materiale Disponibilità Resistenza Resistenza Resistenza Porosità Costo
colori urti acqua calore
Laminato elevata media buona, non bassa media basso
nei bordi
Marmi e elevata medio-bassa alta medio-alta media medio
graniti
Quarzite elevata alta alta alta bassa alto
Resine elevata media alta bassa media alto
Acciaio no bassa alta alta no alto
Gres media alta alta alta bassa medio
Solid Core media media alta media bassa alto
Vetro media media alta bassa no alto
Top in laminato

Il top in laminato è realizzato con un pannello in truciolare
rivestito di uno strato di laminato dello spessore di circa 0,5 – 1
millimetro.
Nei modelli più datati e più economici, il top in laminato si
presenta stondato sul fronte e viene detto postformato. Questo
diminuisce senz’altro la possibilità di infiltrazioni di acqua e
vapore lungo le giunte, ma, dal punto di vista estetico, mal si
addice a modelli moderni e lineari.
Di maggiore utilizzo, vi sono i top squadrati con incisione e
piegatura del foglio di laminato o rifiniti frontalmente con profilo
metallico. Pur necessitando molta attenzione e cura, dispone di
molti colori e ha il vantaggio di costare poco.
Il Solid Core è un pannello di laminato a tutto spessore, vale a dire
non incollato su un supporto in truciolare. Risulta molto duro,
difficile da incidere e assolutamente resistente all’acqua. Per
contro il costo è decisamente più elevato.
I top in resina hanno il vantaggio di poter essere saldati e
carteggiati direttamente sul posto, ottenendo superfici continue
anche nelle soluzioni angolari. Tuttavia, e questo è un parere
puramente personale e va preso come tale, il costo molto elevato e
la scarsa resistenza a graffi e urti, rende il suo rapporto qualità
prezzo non all’altezza di altre soluzioni.
Una di queste è rappresentata certamente dalle quarziti, o
conglomerati di quarzo, che si ottengono dalla fine macinazione di
grani di quarzo che vengono ricomposti grazie ad una percentuale
di resina decisamente inferiore ai precedenti (attorno al 10% del
volume). La grande compattezza, la durezza del quarzo,
l’elasticità, l‘elevata resistenza all’acqua e al calore e la scarsa
porosità rendono le quarziti la soluzione ideale per il top,
nonostante il costo non certo economico, che può, tuttavia, essere
notevolmente ridotto diminuendo lo spessore.
L’acciaio è un materiale molto bello, moderno e hi-tech, assai
adatto a soluzioni dal sapore industriale.
Va preso per quello che è, vale a dire un materiale soggetto a facili
ammaccature e graffi, ma molto facili da pulire, specialmente il
lavello che può essere saldato.
La bellezza del “top vissuto” va messa in primo piano quando si
opta per questa scelta.
Nuove soluzioni proposte negli ultimi anni (pietra, gres e
addirittura vetro…) sono assai d’effetto, specialmente se
presentate con finiture non lisce e lucide, bensì goffrate. Si
consiglia di valutare attentamente questo
PRIMOPIANO_CUCINE_027
tipo di finitura della superficie, in quanto meno igienica e senza
dubbio più porosa.
Particolare attenzione meritano l’alzatina e lo schienale,
elementi verticali che rifiniscono la giunzione tra il top e il muro.
L’alzatina, generalmente alta fra i 3 e gli 8 centimetri, funge
principalmente da rifinitura e, specialmente in prossimità del
lavello, si adatta su una parete che si consiglia di piastrellare o
rivestire. Può essere in alluminio, laminato, o in genere dello
stesso materiale del top. Nel caso dei top in acciaio, solitamente
l’alzatina è saldata con lo stesso.
Lo schienale, invece, pur poggiando sul top, funge effettivamente
anche da rivestimento, proteggendo il muro da acqua e schizzi di
olio e sughi. Di solito lo schienale viene proposto dello stesso
materiale di cui è composto il top, giocando eventualmente con
colori e finiture diverse. Si faccia attenzione agli schienali in
laminato, specialmente in prossimità del piano cottura.
Top in quarzo con
vasca sagomata

PRIMOPIANO_CUCINE_037


Esistono diversi tipi e modelli di lavello a una o due vasche e nella
variante con vasca e vaschetta (di dubbia praticità ma inseribile in
una base da 60), con o senza scivolo. Il design del lavello è
diventato importante quanto quello del modello della cucina
stessa e, a volta, orientarsi tra cataloghi è un’impresa. Lasciatevi
consigliare dal vostro arredatore di fiducia, scegliendo il design
che più vi aggrada, ma optando anche per soluzioni
economicamente proporzionate con l’oggetto che si sta
acquistando. L’importante sarà assicurarsi di scegliere un modello
resistente, dello spessore che garantisca una certa stabilità e
soprattutto pensato per pilette da 3,5”.
Miscelatore abbattibile

Valutate se sia il caso di optare per lavelli sopratop (adattabili a
qualsiasi tipo di top), filotop (che necessitano di una costosa
lavorazione extra sul piano di lavoro) o sottotop, assai gradevoli
alla vista se montati su cucine con top in pietra o in quarzite.
Valutate bene anche il materiale e la finitura del lavello tesso. Esso
sa disponibile in acciaio inox, con varie tecniche di spazzolatura o
finitura microdekor (apparentemente antigraffio, ma non certo la
più adatta per le incrostazioni di calcare); in pietra o quarzite, in
resina (detta fragranite o metalteck), persino in vetro.
Lavello sopratop
a profilo ribassato
Lavello in
fragranite

Lavello sottotop

PRIMOPIANO_CUCINE_020
PRIMOPIANO_CUCINE_Story_1

Cappa d’arredo o cappa incassata nel pensile?
Cappa filtrante o cappa aspirante?
La cappa è un elemento molto importante, oltre che, per
normativa, obbligatorio, perché consente di aspirare ed
eventualmente espellere vapori e fumi da combustione
provenienti dal piano cottura.
Diversi anni fa la cappa era solitamente inglobata all’interno di un
pensile, soluzione ancora oggi in voga. Negli anni ’90 invece, la
cappa ha cominciato a diventare uno dei tanti oggetti di design da
mostrare. Le industrie produttrici hanno iniziato a produrre
modelli sempre più performanti e sempre più belli alla vista. Negli
anni 2000, parallelamente ai modelli classici a T rovesciata in
acciaio inox o a tubo, sono stati proposti nel mercato modelli
particolari, a sospensione per le soluzioni a isola, simili a
lampadari, oppure varianti in cristallo colorato con funzione touch
per l’attivazione dei comandi.
Va da sé che la scelta è personale e sicuramente in linea con il
modello della cucina e con il tipo di composizione.
Tendenzialmente, è preferibile optare per una cappa integrata (e
quindi invisibile) all’interno del pensile, in composizioni molto
lineari, pulite, asettiche.
CAPPA
Cappa da aredo
In acciaio inox a T

Molti modelli di cappa invece sono degni di essere mostrati
perché aggiungono carattere alla composizione stessa.
La scelta è veramente ampia, così come la forma e i materiali a
disposizione: vetro, acciaio, perfino cristalli.
Cappa a parete in vetro
con funzioni attivabili
con il sistema touch
Cappa integrata
nel pensile

È bene sapere che tra una cappa aspirante e una cappa filtrante
non esiste alcuna differenza né per quanto attiene la forma, il
motore, la potenza o la tecnica costruttiva, se non, nel secondo
caso, per l’inserimento di filtri a carboni attivi nell’apposito
comparto ispezionabile.
Tecnicamente una cappa filtrante (in cui sono stati quindi inseriti i
filtri) si utilizza quando non è possibile espellere i fumi al di fuori
dell’ambiente, ad esempio per la mancanza del foro sul muro
esterno o per la lontananza da esso.
In quel caso la cappa aspirerà i fumi, ne filtrerà le impurità e
rilascerà nell’ambiente vapore. Si tenga presente che sarà
necessario sostituire i filtri di tanto in tanto.
L’uscita della cappa filtrante invece è direttamente connessa
all’esterno a mezzo di tubi flessibili o a canaletta. In quel caso l’uso
di filtri non è necessario.
In entrambi i casi, la cappa deve avere uno sfogo dal suo esterno o
non sarà in grado di aspirare.
Per un uso corretto della cappa, affinché aspiri la gran quantità di
fumi prodotti ad esempio dalla combustione di una bistecca sulla
piastra, si consiglia di chiudere porta e finestra dell’ambiente e di
accendere il ventilatore di aspirazione della cappa a tutta potenza
almeno dieci minuti prima della cottura.
Cappa estraibile
dal piano di lavoro

PRIMOPIANO_CUCINE_Story_7

L’ultimo scoglio da affrontare riguarda la scelta degli
elettrodomestici.
Non mi soffermerò ovviamente sui brand, ma su alcuni spunti che
vi saranno utili per orientarvi nella giungla delle offerte del
mercato.
ELETTRO
Composizione con
isola e mensole
ELETTRODOMESTICI
Prima di tutto vorrei sfatare definitivamente alcune radicate
credenze, relative alla eventuale vicinanza fra il forno e il
frigorifero.
Già da molti anni, i forni elettrici ventilati sono dotati di porte a
vetri multipli pressoché freddi al tatto e muffole che impediscono
la trasmissione del calore verso l’esterno. Inoltre la ventilazione
genera un flusso d’aria che rende la temperatura all’interno del
forno pressoché costante.
Per i frigoriferi vale lo stesso discorso. Le pareti
dell’elettrodomestico sono adeguatamente coibentate e
impediscono lo scambio termico con l’esterno.
Se decidete quindi di optare per un forno a colonna, molto
comodo e molto pratico, non abbiate timore e non rinunciate
all’eleganza e alla linearità di una fila di colonne contenenti
frigorifero, forno, microonde, macchina del caffè o semplici
dispense.
Colonne e elettrodomestici

Un altro grande e frequente quesito riguarda la scelta del
frigorifero.
Davvero non mi sento di elargire consigli di sorta, dal momento
che si tratta di una scelta davvero personale.
In alternativa ai frigoriferi a incasso, che vengono inseriti
all’interno delle colonne, esistono frigoriferi a libera installazione
eleganti, di design, colorati e personalizzati.
La cosa più importante è accertarsi che la classe di efficienza
energetica sia elevata (A+), il che contribuisce a un notevole
risparmio energetico, nonché alla possibilità, allo stato attuale di
portare la spesa (così come l’intera cucina e gli altri
elettrodomestici in classe energetica A+) in detrazione fiscale.
Frigo a libera installazione
in stile Anni 50
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Anche la scelta del forno è molto vasta nel mercato, tra forni
multifunzione, combinati con microonde, digitali o analogici.
Valutate attentamente la scelta di questo elettrodomestico,
puntando sempre su un modello ventilato a classe energetica A+ e
considerando il reale utilizzo che pensate di fare delle molteplici
funzioni disponibili. Ciò dipende esclusivamente delle variazioni e
dalla frequenza di utilizzo del forno in cucina e della capacità
culinaria con questo tipo di cottura.
Spesso poche funzioni sono più che sufficienti per cuocere
qualsiasi portata.
Si valuti anche la possibilità di incassare e incolonnare un forno e
un microonde nella stessa colonna, una soluzione, questa, assai
utile e pratica.
Forno e microonde
incolonnati
37
Esiste anche una interessante e poco nota possibilità di
posizionare, al di sotto del forno a colonna, la lavastoviglie (o la
lavabiancheria), normalmente posizionata a terra accanto alla
base sottolavello a patto che sia verificata una di queste
condizioni:
a) la struttura che ospita il forno sia fissata tra due colonne;
b) la struttura che ospita il forno sia fissata tra una colonna e
un fianco a terra;
c) la struttura che ospita il forno sia fissata tra due fianchi a
terra.
Colonna forno
con lavastoviglie sotto

PRIMOPIANO_CUCINE_010
cucina1
4

Ultimo, ma non ultimo, elettrodomestico che occorre prendere in
esame è il piano cottura.
Anche in questo caso, troverete un’infinità di offerte e varianti, nei
materiali, nel numero dei bruciatori, nella tecnologia.
La stragrande maggioranza dei piani cottura sono a gas con
accensione a una mano, grazie a manopole provviste di valvola
con tecnologia piezoelettrica.
Ruotando la manopola e contemporaneamente premendola verso
il basso, verrà lasciato fuoriuscire il gas dal bruciatore
corrispondente e la fiamma verrà attivata da una scintilla. La
rotazione della manopola doserà la quantità di gas e quindi, di
conseguenza, la potenza della fiamma.
La maggior parte dei piani cottura a gas dispongono di 4 o 5
bruciatori, ma esistono alcuni modelli più grandi (6 bruciatori, con
pesciera o griglia) o più piccoli (a due bruciatori), altri addirittura
angolari, alcuni tondi.
La struttura, nella maggior parte dei casi, è in acciaio spazzolato,
resistente e facile da pulire, ma è possibile optare per varianti i
ceramica (un po’ fuori moda), in color fragranite da abbinare
eventualmente al lavello e al miscelatore, e in vetro.
Piano cottura a gas
In acciaio inox

Nati per le cucine in abitazioni o uffici in cui la conduttura del gas
non era stata realizzata o non prevista, il piani cottura elettrici
sfruttano l’energia elettrica per rendere incandescenti le
serpentine al di sotto della superficie in vetro.
Questa soluzione, assai pericolosa al tatto, ha causato ustioni non
previste ed è stata pressoché sostituita da una nuova tecnologia
sempre più in voga: l’induzione elettromagnetica.
Attivando i bruciatori con controllo analogico o digitale touch,
questi trasmettono energia per induzione elettromagnetica alle
superfici in acciaio per contatto diretto.
Il piano cottura a induzione, disponibile a 2, 3, 4 o 5 bruciatori,
con dimensioni variabili, è una soluzione che sta prendendo
sempre più piede, nonostante non sia particolarmente economica,
ma il risparmio, sia dal punto di vista energetico, sia da quello
economico, è notevole durante l’uso quotidiano.
Inoltre, il piano è sicuro perché non si infuoca mai. Al tatto rimane
freddo o tiepido nelle zone circostanti le pentole o le padello, a
causa della trasmissione del calore dalla pentola stessa al vetro
del supporto.
Esistono modelli tecnologicamente assi avanzati, con comandi a
rotella magnetica libera e non necessariamente legata alla
posizione originale, con funzioni timer e temperatura
programmabile e dal design all’avanguardia.
Piano a induzione
Concludiamo questa breve guida con un rapido accenno sugli
accessori. Spesso tirati in ballo alla fine della composizione, in
alcuni casi, invece, risultano elementi essenziali e immancabili non
meno degli elettrodomestici stessi.
Mi riferisco, ad esempio, all’utilissimo portaposate, che viene
posto all’interno dei cassetti. Esso può essere in PVC oppure, nelle
composizioni più ricche, in legno.
Tra gli altri accessori da inserire all’interno degli estraibili
troviamo ad esempio, i meno utili divisori per pentole o per
coperchi, i porta spezie, fino alle affettatrici pieghevoli.
All’interno degli elementi con apertura ad anta, possono invece
essere inseriti cestelli a filo cromato, assai utili e pratici.
E ancora, troviamo
E ancora troviamo soluzioni da appendere a muro, come barre
reggi mestoli, porta spezie e cestelli, prese estraibili dal top, faretti
e barre LED per l’illuminazione del top.
Gli elementi angolari invece, offrono soluzioni vantaggiose, come
cestelli girevoli o a estrazione con speciali sistemi a serpentina o
piani sagomati del tipo “Le Mans”.
Insomma, c’è davvero da sbizzarrirsi nella ricerca degli accessori
che consentono di rendere la propria cucina veramente completa
e pratica.
Portaposate attrezzato

Cestelli del tipo Le Mans
per basi e colonne angolari
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Per concludere, l’augurio è che, con questa breve guida, abbiate
chiarito alcuni dubbi e compreso la complessità dell’oggetto
cucina, come è composto, come è strutturato, quali sono le
possibilità compositive, del materiali, dei colori e degli accessori.
Siamo certi che, con le idee più chiare e con l’ausilio prezioso di un
arredatore professionista, potrete realizzare la cucina dei vostri
sogni.

C U C I N E M O D E R N E
A P R E Z Z I DI
I N G R O S S O ?
ECCO COME FARE
Arredare la propria casa è una questione complessa, scegliere i
mobili adatti non è mai semplice. Essi infatti devono rispecchiare
il gusto dei padroni di casa, ma soprattutto devono essere di
qualità e realizzati su misura per le vostre esigenze se davvero
volete comporre un ambiente accogliente e che rispecchi la vostra
personalità.
Cercare e acquistare cucine moderne, mobili alla moda e
arredamenti di qualità è difficile e dispendioso, soprattutto perché
i prezzi dei negozi sono molto alti e talvolta proibitivi. Se volete
una soluzione più agevole e valida, potete rivolgervi all’ ingrosso
mobili

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Si tratta del miglior atelier di arredamento del Centro e Nord
Italia, dove anche i privati possono acquistare mobili, cucine
componibili, set e arredi su misura e di marca a prezzi da ingrosso.
Questo Atelier di arredamento vi permetterà di visionare ogni
ambiente in base alle vostre esigenze. Sarete assistiti da architetti
e designer qualificati e professionali che vi sapranno consigliare le
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meravigliosi a prezzi di fabbrica. Le cucine offerte da questo
centro sono infatti tutte moderne, dotate di ogni più recente
ritrovato in fatto di tecnologia e tutte caratterizzate da design
unici, all’ avanguardia e di gran gusto.
Le cucine che propone Ingrosso Mobili sono apprezzate da
numerosissimi clienti in tutta Italia e uniscono funzionalità a
bellezza e design, il tutto a prezzo di Fabbrica che consentono un
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mangiare e cucinare in un ambiente confortevole e elegante,
minimal o chic a seconda del vostro gusto
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scegliere Ingrosso Mobili per risparmiare e godere di prodotti
dalla qualità assicurata e certificata, sempre in linea con le
normative in vigore.
Ingrosso Mobili è una Officina di Idee opera infatti sempre in
modo corretto e coerente con la policy di rispetto del cliente e alta
qualità che caratterizza questo atelier fin dalla sua fondazione. Per
maggiori informazioni rimandiamo al sito web
ufficiale: https://www.ingrosso-mobili.it

NOTE
SULL’AUTORE
Andrea Coppola è un architetto,
un designer, un 3D artist e
un costruttore
Vive dividendosi tra Roma (dove si
occupa di architettura di interni,
design e di training) e il Kenya (dove
ha progettato e realizzato cinque
residence di ville a Watamu:
www.lamiacasainkenya.com). In Kenya
è anche socio della società di
costruzioni Hendon Properties Ltd.
Titolare e fondatore dello studio di architettura
L.A.A.R. (www.laboratoriodiarchitettura.info), ha lavorato e
lavoro tutt’ora come progettista di interni e designer (progettando
i due modelli di cucina “Nairobi” e “Skin” per Reval Cucine s.r.l. e
la sedia “Cra Cra” per Art Leather).
Ha inoltre lavorato come coordinatore per la sicurezza nei cantieri
edili (C.S.E.) e come assistente universitario presso la facoltà di
Architettura di Roma “La Sapienza”, insegnando in alcuni master.
Appassionato di computer grafica e in particolare di Blender, tiene
corsi e insegna attraverso il sito www.blenderhighschool.it,
riferimento italiano di Blender. dando il proprio contributo alla
causa di Blender, grazie alla sua versatilità, offrendo tutorial,
trucchi, libri e prodotti gratuiti e/o a pagamento, oltre a servizi di
modellazione e rendering.
Come consulente ha realizzato dei cataloghi per aziende di cucine
(insieme ad Alan Zirpoli) e per la Mars Society di Bergamo, un
progetto interattivo utilizzando le reali mappe del pianeta rosso
fornite dalla NASA (con Francesco Andresciani).
Ha pubblicato 8 e-book, 10 videocorsi, una Academy a tema
(Thematic Academy) su Blender; 1 e-book sulla Stampa 3D; 3 e47
book su Autocad; 1 corso di fonia e 1 thriller (“L’Altra Specie”),
tutti editi da Area 51 Editore di Bologna
(www.area51editore.com) e Lulu.com.
E’ l’autore e l’ideatore dell’opera enciclopedica “Blender – La guida
definitiva”, in 5 grandi volumi + upgrade annuali, in vendita
su www.blenderhighschool.it; www.lulu.com, Amazon, Google
Books, Apple Store, Play Store, su molti altri portali e in tutte le
librerie. La versione in inglese è attualmente in fase di traduzione
e adattamento.
Da gennaio 2016 è Blender Foundation Certified Trainer (BFCT).

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